L’Unione degli Universitari dal primo pomeriggio di oggi, lunedì 15 ottobre, lancia l’iniziativa delle tende in Piazza Montecitorio e nei principali atenei del Paese per la mobilitazione nazionale “Cara Italia, quanto ci costi?” contro «il carovita universitario, il fallimento delle politiche abitative e la trasformazione del diritto allo studio in un affare per i privati».
Alla protesta sotto Montecitorio si aggiungono quelle indette da Milano a Lecce, da Bologna a Genova, passando per Pavia, mobilitando in tutta Italia già da questa mattina. «Siamo tornati in tenda perché dopo aver piantato tre anni fa le tende in tutta Italia, sulla casa abbiamo visto solo peggioramenti. La Ministra Bernini è fuori dal mondo, crede di aver risolto l’emergenza abitativa quando invece ha sprecato 1,2 miliardi del Pnrr per camere private che possono costare 1000 euro al mese» dichiara Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli Universitari.

Roma, Piazza Montecitorio
«La Ministra vanta 60 mila posti letto, ma ad oggi sono stati realizzati appena 33 mila posti, mancando l’obiettivo del Pnrr. Solo il 3,8% sono pubblici. Non è edilizia universitaria: è speculazione sulle spalle degli studenti più deboli. Questo Paese, in cui abbiamo scelto di rimanere, ci costa troppo – continua Brizzola -. La casa è Diritto allo Studio. Lottiamo per scegliere chi essere e in quale società vivere. Guardiamo alle esperienze di Francia e Spagna per dire che un altro modello di società e di università è possibile».
L’intervista
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Le richieste degli studenti: progressiva abolizione delle tasse e welfare studentesco
L’Udu, proseguono gli studenti «lancia quattro necessità chiare e immediate per la prossima Legge di Bilancio: 1,7 miliardi per le borse di studio con copertura totale del fabbisogno per i 330 mila studenti idonei e azzerare per sempre la figura dell’idoneo non beneficiario. un piano pluriennale da 4 miliardi per alloggi interamente pubblici. Stop ai finanziamenti PNRR ai fondi speculativi privati e garanzia del diritto all’alloggio per quasi un milione di studenti fuorisede italiani – prosegue l’Udu nell’esporre le proprie richieste -. Ancora, 2 miliardi per l’università gratuita con progressiva abolizione delle tasse universitarie per garantire l’accesso universale agli studi e fermare l’emigrazione giovanile. Un welfare studentesco reale con 1,5 miliardi complessivi su trasporti pubblici gratuiti, calmieramento delle mense e servizio pubblico di supporto psicologico in tutti gli atenei».