Alta tensione, a Torino, il giorno dopo gli arresti degli antagonisti torinesi nell’ambito delle indagini sulle violenze avvenute durante la manifestazione nazionale del 31 gennaio scorso contro lo sgombero di Askatasuna. Si preannuncia un «autunno caldo» a partire proprio da oggi pomeriggio con la manifestazione regionale «La fine del genocidio è la fine del sionismo», organizzata da Torino per Gaza alla quale hanno già dato la loro adesione diverse Anpi, collettivi, il Movimento No Tav, sindacati e gruppi studenteschi provenienti da tutto il Piemonte.
L’EDIZIONE DEDICATA A DARIO FO
Con “Portici di Carta” via Roma diventa il salotto della lettura: cento eventi nel weekend
FRANCESCO MORELLI


Si prevede l’affluenza di migliaia di persone. La partenza è fissata per le 14,30 da piazza Castello, da dove il corteo sfilerà proprio davanti alla sede di Aska per raggiungere poi Rondò Rivella, corso Palermo, corso Giulio Cesare, Porta Palazzo con una tappa anche davanti al municipio. L’attenzione degli investigatori è massima per due motivi. Primo perché, già lo scorso anno, al termine della marcia pro Pal si innescò una guerriglia urbana che distrusse gli allestimenti di «Portici di Carta» trasformando via Po in un campo di battaglia. E poi perché, solo alcuni giorni fa, si sono registrate tensione tra i circa 200 studenti del corteo dei pro Pal partito dal Campus Einaudi e le forze di polizia.
IL CASO
“Askatasuna sarà un presidio sociale aperto a tutti”: il Comune cerca progetti per il futuro


Per mantenere l’ordine pubblico il prefetto Donato Cafagna ha vietato la vendita di bevande in vetro e lattine durante il corteo. I manifestanti non potranno inoltre girare a volto coperto e portare fumogeni e petardi.