
La folla prende d’assedio la centrale di polizia di Southampton, difesa da decine di agenti, casco e scudo antisommossa. Molti manifestanti sventolano la Union Jack. Altri si avvolgono le spalle con la bandiera di San Giorgio, croce rossa in campo bianco, simbolo del nazionalismo inglese. Uomini nerboruti, paladini di “law and order”, hanno lanciato l’altra sera bottiglie, mattoni e cassonetti, al grido di: “via la polizia razzista dalle nostre strade” e “white lives matter”. Le vite dei bianchi valgono come le altre.
Il mondo al contrario della provincia inglese si è così di nuovo scatenato. Questa volta la scintilla l’ha fornita un omicidio dalle analogie inquietanti con quello americano di George Floyd, la cui morte diede il via al movimento “Black lives matter”. Ma appunto in Inghilterra si trasforma nel suo opposto: a Southampton è stato un giovane bianco, Henry Nowak, ad essere accoltellato a morte da un ventenne di origine indiana, che però ai poliziotti disse di essere stato insultato per motivi razziali. Fu subito creduto. Gli agenti ammanettarono la vittima sanguinante e per lunghissimi minuti non chiamarono nemmeno i soccorsi, nonostante Henry ripetesse di essere stato ferito e di non riuscire a respirare.
“I can’t breathe”: le stesse parole di George Floyd mentre un agente di Minneapolis lo soffocava. Terribile analogia. Quando finalmente i poliziotti chiamarono una ambulanza era ormai tardi. Il giovane inglese, 18 anni, iscritto al primo anno di università, spirò dopo alcune ore all’ospedale. Era il 3 dicembre dell’anno scorso. La verità è emersa dalle indagini. Il video di quei tragici minuti è stato mostrato in tribunale e reso pubblico. Henry fu vittima di un giovane di religione sikh che girava armato perché “la mia religione lo consente”, dichiarò al giudice.
L’assassino è stato ora condannato ad una ventina d’anni di reclusione ma il comportamento degli agenti ha scatenato di nuovo la polemica sul doppio standard che gli agenti sarebbero invitati ad adottare. Guanto di velluto verso le minoranze etniche, un rispetto eccessivo per le loro tradizioni ed identità a scapito di chi è inglese di nascita. Raccomandazioni contenute in un manuale del 2022 con le linee guida in caso di incidenti razziali. Scotland Yard, le altre forze di polizia e il Ministero degli Interni hanno sempre negato disparità di trattamento, ma la destra di Farage e Tommy Robinson ha subito cavalcato anche il nuovo episodio.
“Viviamo in una società dove i discriminati sono i bianchi, non le minoranze etniche” ha tuonato il leader del Reform UK, mentre Robinson ha chiamato a raccolta i manifestanti per marciare contro la polizia di Southampton.
Il Premier Starmer si è detto indignato sia dall’episodio, grave errore degli agenti, sia dallo sfruttamento politico dell’omicidio. Ha invitato a non gettare benzina sul fuoco per interesse di parte. Lui stesso però in passato fu accusato di avere chiuso un occhio di fronte a gang criminali che sfruttavano minorenni come prostitute. Erano pachistani, la polizia per anni ignorò le denunce. Una volontà di non immischiarsi in quelli che sembravano affari famigliari portò poi per decenni a non intervenire contro il fenomeno dei matrimoni forzati di ragazze minorenni, tradizione di famiglie pachistane o arabe del Golfo.
Ora la foto del giovane Henry campeggia su tutte le prime pagine dei giornali. Probabilmente fu scattata nei suoi primi giorni all’Università di Southampton. Mostra un ragazzino ben pettinato, gli occhi azzurri, la camicia immacolata, la cravatta azzurra. La sua morte indegna, ammanettato per terra da un poliziotto che non ha nemmeno ascoltato i suoi lamenti, il timore reverenziale degli agenti di fronte a chi proclamava inesistenti insulti razzisti inevitabilmente rafforzano l’idea di una cultura “politicamente corretta” arrivata ormai all’estremo, tanto da trasformarsi nel proprio contrario.
Da una parte c’è l’imperdonabile errore di valutazione degli agenti. Il capo pattuglia si è già dimesso. È stata aperta una indagine interna che sfocerà probabilmente in un procedimento giudiziario. Dall’altra c’è la strategia della tensione che giova alla politica anti immigrati della nuova destra inglese.
Come i disordini xenofobi dopo gli accoltellamenti del luglio 2024 e come quelli dell’anno scorso contro gli alberghi trasformati in centri di accoglienza, gli scontri di Southampton preludono ad una nuova estate calda in questa Inghilterra multirazziale e multietnica.