«Ci sono traguardi che sembrano appartenere ai sogni. Fino al giorno in cui diventano realtà. Entrare a far parte della Hollywood Walk of Fame Classe 2027 è uno di quei momenti. Un riconoscimento che mi emoziona profondamente e che considero tra i più importanti della mia vita e della mia carriera». Così Roberto Bolle reagisce alla notizia che lo fa diventare leggenda: la conquista della prestigiosa stella, consacrazione nell’olimpo dello spettacolo internazionale. Il suo nome è stato annunciato la scorsa notte a Los Angeles: sarà tra le 32 personalità scelte quest’anno, selezionate tra centinaia di candidature e presentate da Ming-Na Wen, Sheila E. e dal presidente della Hollywood Chamber of Commerce, Ron Frierson. «Persone straordinarie che hanno lasciato un segno indelebile nel pubblico di tutto il mondo», dichiara Peter Roth, presidente del Comitato di selezione. Definizione perfetta per l’étoile della Scala di Milano, che da oltre 36 anni incanta con la sua danza, mix di precisione, carisma, grazia ed eleganza.
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Eppure, ai premi o ai riconoscimenti non si abitua mai. Lui che ha un curriculum senza precedenti, che ha danzato nei luoghi più iconici d’Italia oltre che nei più prestigiosi al mondo, dal Royal Ballet di Londra all’American Ballet Theatre di New York, di cui è stato il primo ballerino italiano a diventare Principal Dancer, è incredulo. Sentendolo parlare è palpabile la felicità e lo stupore, e ci tiene a sottolineare l’importanza del gruppo e delle persone che da sempre lo seguono: «In un percorso come il mio nulla si costruisce da soli. Per questo desidero condividere questo riconoscimento con chi ha reso possibile il mio cammino: la mia famiglia, il mio team, tutte le persone che mi hanno sostenuto nel corso degli anni e il pubblico che continua a seguirmi con affetto ed entusiasmo. Questa stella porta anche un po’ della danza, dell’arte e dell’Italia nel cuore di Hollywood. Ed è questo che mi rende ancora più felice. Grazie di cuore».
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Chi lo conosce bene sa che tra le sue doti principali ci sono l’umiltà, la semplicità e la gratitudine perché, come ha già ribadito altre volte a La Stampa, «a 51 anni poter continuare a vivere importanti esperienze sul palco non è scontato. Ci sono sempre l’adrenalina, l’entusiasmo e l’emozione ma cerco di assaporare ogni istante». E si nota. Lui balla e chi lo guarda vola con il cuore colmo di emozioni. Ma, per raggiungere i suoi livelli, ci vogliono fatica, disciplina, forza di volontà e carisma. Con grandi sacrifici ha percorso la strada dei suoi sogni fin da bambino, superando le avversità. Dal Piemonte, dalla casa di famiglia a Casale Monferrato e dalla prima scuola di danza a Trino Vercellese è arrivato al Teatro La Scala di Milano a soli 11 anni. Fondamentale è stata la figura della mamma che di fronte alle sue telefonate in lacrime per il timore di non farcela, l’ha sempre spronato ad andare avanti, senza forzature, ma con la delicatezza che solo una madre può avere.
«Cadute e difficoltà ne ho avute ma la forza la costruisci dentro di te superando gli ostacoli», racconta. Così negli anni ha spiccato il volo, diventando ambasciatore internazionale della cultura italiana. Con Bolle, la Walk of Fame aggiunge un nuovo capitolo: quello della danza. Un’arte che lui ha sdoganato avvicinandola alla gente e al grande pubblico con trasmissioni tv, per le strade e piazze con OnDance, il Ballo in Bianco (la più grande lezione alla sbarra) che un mese fa, a Torino, ha visto la partecipazione di circa duemila ballerini da tutta Italia. Ha sempre cercato un modo per portare questa disciplina fuori dai luoghi tradizionali e raccontarne non solo la bellezza, ma anche il lavoro quotidiano che la sostiene.
Il corpo è lo strumento con cui si rapporta da tutta la vita: «Si lavora spesso sul dolore, le difficoltà aumentano. La quotidianità della lezione è, a volte, frustrante perché devi confrontarti con i tuoi limiti e, oggi, sono molti più che a 20. La parte bella è la scena, dietro c’è un percorso in cui ci vuole grande determinazione e forza di volontà». Oltre a continuare a danzare, è impegnato con il Gala Bolle and Friend, ha creato una Fondazione che porta il suo nome, andando nelle periferie, nelle scuole, nelle carceri e negli ospedali, perché «la danza può trasformare vite e superare le barriere della competizione». Ma oggi pensa a quanto la vita gli abbia donato e a questo nuovo riconoscimento che gli fa fare un ulteriore passo tra gli Dei della danza.
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La stella di Roberto Bolle è un nuovo tassello nella storia degli italiani che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario mondiale. E la Walk of Fame, nel corso dei decenni, ha già celebrato un pantheon di talenti italiani che hanno inciso profondamente nella cultura globale: Anna Magnani, Rodolfo Valentino, Sophia Loren, Gina Lollobrigida. Gli ultimi a vedere il loro nome sulla stella sono stati Giancarlo Giannini e Franco Nero. Ma ci sono anche Bernardo Bertolucci, Lina Wertmüller e, nella musica, Andrea Bocelli, Luciano Pavarotti, Beniamino Gigli, Enrico Caruso Ezio Pinza, i soprano Licia Albanese e Renata Tebaldi, senza dimenticare Morricone e i grandi direttori d’orchestra: Arturo Toscanini e Annunzio Paolo Mantovani.