Nessun azzurro aveva mai fatto bene quanto lui, protagonista di un’esecuzione così vicina alla perfezione da far sembrare volteggiare sull’attrezzo un’impresa semplice. Gabriele Targhetta, vent’anni, è il primo ginnasta italiano a vincere l’oro degli Europei nel cavallo con maniglie, da sempre considerata la disciplina più difficile e impegnativa della ginnastica artistica maschile per cui servono forza, equilibrio, precisione e movimenti del corpo per alcuni aspetti addirittura in contrasto con quelli di anelli e volteggio.
Mai prima d’ora un ginnasta italiano si era così distinto sul cavallo a maniglie, storicamente dominato dalle scuole cinesi e giapponesi e occasionalmente conquistato da atleti straordinari come Max Whitlock. «È tutta una questione di equilibrio, e ti deve piacere. Ci sono molti ginnasti per cui non è così – aveva spiegato l’atleta britannico dopo la sua medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra del 2012 -. Mi sono sempre allenato il doppio sul cavallo rispetto agli altri attrezzi. Se una cosa ti piace, la fai di più. E migliori».

Gabriele Targhetta
A Zagabria Targhetta, nato a Monza e allenato da Gianmatteo Centazzo alla Spes Mestre, è riuscito nell’impresa di sfiorare il 10 d’esecuzione con un 9.233, difficoltà da 5.900. Una medaglia d’oro da 15.133 punti davanti ai due favoriti rivali armeni, altra scuola tradizionalmente vincente: il campione uscente Hamlet Manukyan, 15.000 punti e Mamikon Khachatryan, terzo con 14.900.
Ginnastica artistica, Targhetta primo azzurro d’oro al cavallo: “Non mi sembra vero”

Nato il 17 marzo 2006, l’annata d’oro di Kimi Antonelli e Sara Curtis, l’esordio europeo di Targhetta è di un anno fa, a Lipsia, e si è concluso con un eccellente terzo posto. Agli Europei di Zagabria 2026 si è qualificato con 15.200, miglior punteggio della sua carriera e migliore prestazione assoluta al cavallo. Nemmeno un fastidioso incidente tecnico – si è bloccata per il maltempo l’impianto di gestione dei punteggi – che ha rimandato il suo esercizio di trenta minuti, costringendo Targhetta a mantenere muscoli e testa caldi più a lungo di quanto previsto nelle prove, l’ha minimamente distratto da un’esecuzione limpida e impeccabile.
Emozionante ed emozionata la cronaca di Eurovision Sport, che ne ha sottolineato precisione, leggerezza insieme a una straordinaria fluidità dell’esecuzione. «Fortunatamente sono molto tranquillo di carattere – il commento dopo la gara dell’atleta -. Non mi faccio sopraffare dalla pressione. È stato difficile aspettare, ma sono riuscito a mantenere la calma. L’importante è replicare in gara quel che si fa in palestra. Per questo negli allenamenti cerco sempre la perfezione».