
Il conflitto
Un attacco di droni russi ha provocato un grave incendio e diverse esplosioni in un deposito nel villaggio di Myla, nel distretto di Bucha, vicino a Kiev. Secondo l’ultimo bilancio delle autorità ucraine, almeno 27 persone sono morte, 42 sono rimaste ferite e oltre 380 sono state evacuate dalla zona. La procura ha aperto un’indagine per possibile negligenza in merito alle condizioni di stoccaggio delle munizioni e degli esplosivi presenti nel sito. Le verifiche riguarderanno in particolare la legalità dello stoccaggio e il possesso dei permessi necessari. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Tymur Tkachenko, aveva riferito nella notte di un incendio «accompagnato da esplosioni» e dell’evacuazione di centinaia di persone, tra cui bambini. Il bilancio si è poi aggravato nel corso della mattinata. Il primo ministro ucraino Serhii Koretskyi ha lamentato che non siano state tratte «lezioni» dal precedente attacco mortale di luglio a Vyshneve, vicino a Kiev, dove un raid russo aveva colpito un deposito di munizioni provocando esplosioni secondarie. L’indagine su quell’episodio aveva accertato gravi carenze nello stoccaggio, avvenuto in strutture non idonee e vicino ad aree residenziali. «Ripetere gli stessi errori più e più volte equivale a negligenza criminale», ha denunciato Koretskyi, chiedendo che tutti i responsabili vengano puniti. ► Segui gli aggiornamenti in diretta del conflitto tra Russia e Ucraina | Kiev-Kremenchuk tra missili e droni: “Noi in treno con la paura della guerra” | “Putin prepara l’escalation”. A Mosca visita del capo della Cia e dell’inviato del Papa | GUARDA ANCHE Cammina tranquilla, poi esplode tutto: una donna si salva per miracolo da un attacco russo a Kiev | Il drone piomba sul deposito Ozon in Russia: una palla di fuoco avvolge il centro logistico
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