Prima partita e prima vittoria per la Juventus di Spalletti nonché di Vicario, Celik, Douglas Luiz e Kolo Muani che debuttano in questo campionato. Contro il Frosinone neopromosso, però, ci sono luci ed ombre. Per dire: l’uomo partita non è l’ex Psg tanto cercato e voluto per provare a risolvere i problemi in attacco, bensì il solito Bremer difensore goleador: 23° sigillo nel campionato italiano. E peraltro non mancano i rischi e i pericoli – grossi così – che suscitano sospironi di sollievo (traversa di Calvani nel recupero) ma anche spunti di riflessione alla luce del fatto che la sessione di mercato è ancora aperta. Ben venga Kessié, ma anche in attacco un innesto farebbe molto comodo. Zirkzee o meglio ancora Soorloth: una necessità.
in campo alle 18.30
Parte il campionato della nuova Juve a caccia di rivincita: a Frosinone giocherà così


Le scelte
Pronti via, Spalletti getta subito nella mischia Vicario, Douglas Luiz e Kolo Muani, come preannunciato alla vigilia. Ma decide di concedere spazio anche a Celik. L’aveva fortemente voluto in organico e convintamente lo mette in formazione, al posto di Cambiaso (scelta tecnica pura). Il sistema di gioco di base è un 4-2-3-1 in fase di possesso, poi di tutto e di più. Il Frosinone debutta in casa per lo più con la squadra protagonista della cavalcata verso la promozione in A: unica novità rispetto allo scorso anno, l’austriaco Schmid (Alvini, del resto, l’ha detto chiaro e tondo di non esser stato coinvolto nel mercato e queste scelte ne sono la conseguenza). Fatto sta, comunque, che il canovaccio è semplice: padroni di casa vogliosi e rodati, ospiti teoricamente ben più forti ma in fase di assemblaggio.
Bremer-gol
I bianconeri impiegano poco a prender le misure e iniziare a macinare gioco. Bel, gioco. Già al settimo, doppia occasione per Conceiçao – pimpante, brioso, pericoloso – e Kolo Muani. Non va, ma ci può stare. Assai più grave la chance sprecata dall’ex Psg al 18’: cross di Yildiz, Bremer allunga e l’ex Psg, da pochissimi passi dalla porta, tira incredibilmente alto. Ci pensa Bremer, allora, a fare il goleador. Pericoloso lo era stato già al 17’, ma al 22’ è inarrestabile: si infila al momento giusto e scapocciando sfrutta splendidamente la palla messa in mezzo da Conceiçao (al quale il brasiliano andrà poi a lustrare il sinistro). La Juve pare aver svoltato: inventa, si diverte e diverte. Recupera palla e rapidamente verticalizza portando su quattro, cinque, anche sei uomini. Anche Yildiz comincia a far giocate e giochetti da battimani approfittando della leggerezza, soprattutto a centrocampo, del Frosinone. Il raddoppio lo sfiorano Kalulu (palo) e Yildiz, che impegna Palmisano (42’). Ma va dato atto al Frosinone di non uscire dalla partita: giusto pochi minuti prima, infatti, Vicario aveva fatto la sua prima parata bianconera sul tiro da fuori di Bracaglia e aveva sospirato di sollievo vedendo la sfera uscire di poco a lato su ribattuta di Kvernadze. Bravo il nuovo portiere.
Ripresa combattuta
L’ex Tottenham si mette in mostra soprattutto nella ripresa, al 9’, quando mura il tiro ravvicinato di Fini (8’).La sceneggiatura è simile a quella della prima frazione. La Juventus costruisce, si rende pericolosa ma non concretizza. Conceiçao fa, parecchio, epperò disfa. Uno, due, tre scelte sbagliate nel giro di 10 minuti portano Spalletti a prendersi la testa tra le mani, incredulo. Per dire: al 60’ le statistiche riferiscono d’un possesso palla al 63 per cento, di 15 tiri di cui 5 in porta, di 15 cross, di 5 calci d’angolo. Ma appena una rete, peraltro segnata da un difensore. Capita così che il Frosinone prenda fiducia e alzi il baricentro finendo anche, a tratti, per chiudere la Juve in area. Spalletti capisce che è il caso di intervenire e inserisce Cambiaso, Zhegrova e Boga per Celik, Yildiz e Conceiçao. Il “fino alla fine” diventa motto dei padroni di casa, che insistono. Capita persino che Vicario debba uscire per un fastidio a un polpaccio, anche se lui prova a rassicurare tutti: «Ho i crampi». Dentro Perin. E capita che Calvani colga la traversa su sviluppi di calcio d’angolo al 93’. Brividi. Finale thrilling, c’è la vittoria bianconera ma non mancano gli spunti di riflessione.