
Il racconto
«Sui Moretti? Non penso niente, non mi interessano. Mi interessa solo la mia vita. L’ho vista sfuggire una notte e non voglio più perderla». Accanto a Leonardo Bove ci sono i genitori, Gabriele e Loretta, che in questi mesi hanno dedicato ogni attenzione al figlio. Il sedicenne milanese è stato dimesso dall’ospedale Niguarda dopo sei mesi e mezzo di cure per le conseguenze dell’incendio divampato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, dove si trovava insieme ad alcuni compagni di classe, Francesca, Kean e Sofia. «Quando mi sono svegliato vedevo la strada, ero di spalle rispetto al locale», racconta Leonardo, ricostruendo gli ultimi momenti che riesce a ricordare di quella notte. Mentre cercava di raggiungere l’uscita, è svenuto sull’ultimo gradino. «Mi hanno portato al bar insieme agli altri. Lì sono arrivati i soccorritori e io ero in fondo, quindi sono stato l’ultimo a essere preso e portato in banca, dove mi hanno dato l’ossigeno. Poi mi hanno trasportato in ambulanza e portato in questo tendone, dove sono entrato in coma. Mi sono risvegliato in Italia». LEGGI ANCHE Crans, i sospetti dopo l’arresto di Moretti: ora la difesa dei coniugi potrebbe dividersi | Crans, le bugie di Moretti sui pannelli di schiuma acustica. I pm svizzeri chiedono accertamenti | GUARDA ANCHE Crans Montana, il video inedito dei ragazzi che cercano di sfondare le vetrate durante il rogo
Ansa
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