«Non ricordo. Non mi ricordo proprio nulla. Non so, forse ero andato a vedere la partita della Juve con mio zio, o da solo. Ma no, non mi ricordo….”.
Marco Basoccu, ieri mattina, lo ha sussurrato agli agenti della Squadra Mobile che si sono presentati nel reparto di neurochirurgia delle Molinette, dove è ricoverato, per interrogarlo. Probabilmente gli inquirenti, coordinati dal pm Paolo Scafi, torneranno nel reparto anche nei prossimi giorni per capire se riaffiora qualche ricordo più nitido dalla memoria di Basoccu. Il commercialista milanese di 36 anni è stato trasportato lì nella serata del 24 maggio dopo che un oggetto lo ha colpito alla testa all’esterno dello stadio Olimpico. Per i famigliari non ci sono dubbi: è stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo dalla polizia.
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I video e il testimone
In questa direzione stanno continuando le indagini, tutt’altro che semplici. Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno “ripulito” una serie di filmati girati da delle telecamere che avrebbero ripreso la scena. Ma c’è di più. Nei giorni successivi al gravissimo ferimento di Basoccu gli investigatori, che stanno sentendo diversi testimoni, hanno sentito una persona che avrebbe assistito alle fasi immediatamente precedenti a quello in cui il tifoso della Juventus cade a terra. L’uomo, incaricato di svolgere il servizio di trasporto per il gruppo organizzato Viking avrebbe riferito con ragionevole certezza che a colpire Basoccu sarebbe stato un lacrimogeno e non una bottiglia o una pietra come ipotizzato in un primo momento dagli investigatori. La credibilità della versione è al vaglio della procura.
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Le condizioni del tifoso
Per giorni Basoccu – che in città era arrivato proprio con i Viking – ha lottato tra la vita e la morte e in coma farmacologico. Ora, poco per volta, si sta riprendendo.
Per questo giovedì è stato dimesso dalla terapia intensiva ed è stato trasferito nel reparto di degenza ordinaria di Neurochirurgia, diretto dal professor Diego Garbossa. Ieri i medici lo hanno alzato dal letto e hanno cercato di farlo camminare un po’. «Continua costante la fase di miglioramento, anche dal punto di vista del quadro neurologico» – fanno sapere dalle Molinette. La prognosi resta comunque riservata a causa della grave ferita alla testa.
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I genitori di Basoccu
«Marco fa ancora molta fatica a parlare e non ha ancora preso bene coscienza di come mai si trova in ospedale – raccontano papà Pier Luigi e mamma Maria Teresa che, tutti i giorni, partono da Casale Monferrato, dove abitano, per stare qualche minuto insieme al figlio – poco per volta, però, Marco capisce che qualcosa di grave è successo». Ogni giorno il 36enne viene sottoposto a degli esami come la tac per controllare l’ematoma al cervello. Ma, solo tra diverse settimane, il tifoso juventino potrà essere sottoposto ad un intervento di reimpianto della parte di calotta cranica andata frantumata nell’impatto con l’oggetto che lo ha colpito “a forte velocità”. «Sarà molto lunga, ma noi abbiamo trovato dei medici esemplari »– continuano i genitori che si sono affidati all’avvocato Cristina Trabucco per farsi tutelare nella vicenda. «Marco ci racconta che vedeva cose strane, come una bara bianca che era vicino a lui – continuano i genitori – o grossi insetti sul soffitto. Ma, come ci hanno spiegato i medici, sono allucinazioni che possono capitare quando si è in situazioni del genere e, a parte il trauma, si è imbottiti con i farmaci».