Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, ha comunicato nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 15 agosto, che «a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori C1 e B3». «Sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all’aeroporto di Catania fino alle 15 ora locale del 15 agosto».
L’Etna visto dallo spazio: la nube di cenere arriva fino a Malta nelle immagini del satellite

La “tempesta perfetta” come l’ha definita il vulcanologo dell’Ingv Mario Mattia, continua a mettere a dura prova il sistema del trasporto aereo in Sicilia, con centinaia di passeggeri alle prese con un Ferragosto da incubo tra cancellazioni di voli per la chiusura dell’aeroporto Fontanarossa o lunghi e costosi spostamenti a Palermo. Lo scalo di Fontanarossa rimarrà out almeno fino alle 15 di domani, Ferragosto, come comunicato in via ufficiale dalla Sac, la società di gestione dell’aerostazione, ma è difficile fare altre previsioni perché i venti continuano a spingere la cenere lavica dell’Etna a valle. Una svolta meteo potrebbe avvenire il 17. L’Ingv dice che «prosegue l’attività effusiva dalla bocca dell’Etna a 1900 metri, e quella esplosiva del cratere Voragine continua con produzione di cenere».


È stato riaperto, invece, lo scalo di Comiso, anche questo gestito dalla Sac: era rimasto chiuso per diverse ore, alle 18 il via libera per la ripresa dell’attività. Sono circa 1.900 i voli che dovevano arrivare o partire da Catania, circa il 36% sono stati cancellati e 630 sono stati dirottati negli altri aeroporti, in particolare Comiso ha riprotetto 140 voli fino a quando è rimasto aperto. A Palermo invece sono una ventina i voli gestiti in riprogrammazione per dare supporto all’emergenza. I disagi per i passeggeri, però, rimangono enormi, con fenomeni persino di sciacallaggio; qualche autista abusivo avrebbe chiesto fino a 700 euro per un trasferimento da Catania a Palermo: appena 190 km.


E l’emergenza Etna è anche un danno dell’economia del turismo nell’Isola. La Cna di Ragusa parla di «danno economico senza precedenti per l’intero comparto turistico e commerciale del territorio ibleo». E segnala di essere «sommersa da telefonate, messaggi e segnalazioni soprattutto da gestori di strutture alberghiere ed extralberghiere, ristoratori e operatori dell’indotto che stanno vivendo ore di angoscia e disorientamento: prenotazioni saltate, vacanze riposizionate su Palermo, turisti costretti a spostarsi per centinaia di chilometri, notti insonni per riorganizzare arrivi e partenze, costi imprevisti per Ncc e trasferimenti: una confusione che sta mettendo in ginocchio un settore già provato da altre emergenze recenti».