Torino stavolta rischia di rimanere senza acqua potabile. Il blackout da giorni senza sosta questa mattina ha spento l’impianto di potabilizzazione di corso Unità d’Italia, che eroga 1200 litri al secondo. L’interruzione verso le 9: Smat e Iren hanno provveduto a installare i gruppi elettronici di emergenza, la distribuzione di acqua è ripresa, ma se entro due o tre ore l’energia non sarà tornata i generatori non saranno più in grado di alimentare l’impianto e la distribuzione si fermerà: dai rubinetti potrebbe non scendere più neanche una goccia d’acqua, oppure la fornitura potrebbe essere a singhiozzo.



L’impianto di potabilizzazione diorso Unità d’Italia visto dall’alto
Quali sono le possibili conseguenze
Sono saltate tutte e quattro linee che alimentano il potabilizzatore. Intanto Smat compensa la mancanza produzione prelevando dal bacino di La Loggia: tra le ipotesi estreme, se l’energia all’impianto non tornerà, c’è quella di sospendere l’erogazione dell’acqua in alcuni comuni collinari, perché il potabilizzatore serve anche a ricaricare il serbatoio dal quale si riforniscono proprio i comuni della collina torinese.


Gli altri quartieri rimasti «al buio»
Intanto anche mezza periferia sud della città è rimasta senza energia stamattina, a cominciare da corso Unione sovietica, via Nizza, strada castello di Mirafiori. Verso le 12,30 è rimasta al buio anche parte di San Salvario, nella zona di via Madama Cristina. Stessi problemi dei giorni scorsi, stessi pesanti disagi e medesime proteste mentre i tecnici sono al lavoro.