Sarebbe una donna e non un uomo, la responsabile alla quale la polizia del Principato di Monaco, coadiuvata dai gendarmi francesi, sta dando la caccia da tre giorni dopo l’attentato a Vadim Ermolaev.
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Ad affermarlo sono fonti citate dal quotidiano francese Le Figaro. Nelle immagini di alcune telecamere si vede la sagoma di una persona, mentre sistema il pacco-bomba nell’androne dell’abitazione dell’oligarca ucraino. Si tratterebbe di una trentenne.
La persona in questione indossa un gilet nero, pantaloni bianchi, scarpe da ginnastica e un cappello scuro. Potrebbe essere, secondo le prime indagini, una donna di origine ucraina, ma residente in Germania.
A più di 48 ore dall’esplosione che nel Principato di Monaco ha gravemente ferito Vadim Ermolaev, sua moglie e suo figlio, la persona sospettata è stata localizzata in un Paese europeo che non è né Monaco né la Francia.
l’oligarca nel mirino
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Lo riporta l’emittente Bfmtv, secondo cui la cooperazione internazionale è stata attivata su richiesta dell’autorità giudiziaria monegasca. L’individuo che ha piazzato la borsa con l’ordigno esplosivo ai piedi dell’edificio dove vive la famiglia, aveva effettuato diverse missioni di ricognizione il giorno dell’attentato.
Poco prima delle 21 di lunedì, l’attentatrice ha avvistato la famiglia ucraina nel quartiere intorno a Place des Moulins e ha deciso di seguirli. Poi si è posizionata a circa 10 metri di distanza, si è diretta verso il loro palazzo, ha salito i tre gradini d’ingresso e ha piazzato una bomba nascosta in un sacco. Poi si è allontanata in fretta. Si è anche voltata per assicurarsi che la famiglia entrasse nell’edificio e quando Anna Nasobina, la compagna dell’oligarca, è passata vicino alla borsa, la persona sospettata ha attivato a distanza l’ordigno, «usando un oggetto simile ad un telecomando».

