VASTO (CHIETI). Le macchie di sangue sul pianerottolo dell’abitazione della vittima e all’interno dell’ascensore. Sono stati i primi indizi a portare i carabinieri sulla traccia giusta: una violenta lite scoppiata in famiglia e poi sfociata nelle tre coltellate che hanno spezzato la vita di Andrea Sciorilli, il 21enne trovato morto a Vasto nel pomeriggio di ieri al termine della rampa dell’edificio che conduceva ai box, nei pressi della circonvallazione dove abitava con i suoi. Dopo un lungo interrogatorio andato avanti per tutta la notte, i carabinieri della Compagnia di Vasto hanno fermato il padre del ragazzo, Antonio Sciorilli, 53 anni, funzionario della Asl di Chieti, che avrebbe confessato di aver colpito il figlio al termine dell’ennesima lite in famiglia. All’interrogatorio hanno assistito anche i pm della locale procura, Silvia Di Nunzio e Miriam Manfrin, dopo avere assunto altre informazioni che portavano a un delitto maturato nell’ambiente familiare: il ragazzo era già stato denunciato in passato per avere aggredito la sorella e i genitori, costringendoli a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Niente droga, dunque, nessuna aggressione subita dalla vittima in prossimità del garage dell’edificio residenziale che si affaccia sulla circonvallazione Histoniense di Vasto.


Definito “un bravo ragazzo” da tutti, amici e conoscenti della zona, Andrea ha solo pagato per le sue intemperanze tra le mura di casa, non fuori. Anche il padre, avvocato, responsabile dell’Ufficio legale della Asl Chieti-Lanciano-Vasto è conosciuto nell’ambiente di lavoro e in città come una persona equilibrata e disponibile con tutti, che non aveva mai manifestato segnali di disagio. Così per la moglie, la madre della vittima, anche lei molto conosciuta a Vasto per il suo lavoro di cassiera in un ipermercato della zona.